La mia grande passione per la Scuderia Ferrari, che amo da sempre, e,che porterò con me per l'infinito.
domenica 4 settembre 2016
venerdì 29 gennaio 2016
Leggenda Rossa.
FERRARI.
Il fascino è una leggenda tutta italiana.
Per iniziare a raccontare la storia della più prestigiosa Casa automobilistica italiana potrebbe essere sufficiente un dato statistico estremamente attuale, e cioè che parliamo del brand globale oggi più noto e gradito al mondo, superiore anche al motore di ricerca Google, cliccatissimo su Internet. Guidata dal 1991 da Luca Cordero di Montezemolo, e con sede a Maranello, raccoglie su base annua un utile netto attorno ai 240 milioni di euro, corrispondenti a una media di circa 7.000 supercar vendute, la Ferrari ha per simbolo dal 1923 un cavallino rampante che già fu emblema del compianto aviatore di guerra Francesco Baracca. Tale simbolo fu donato il 17 giugno dalla contessa madre Paolina a Enzo Ferrari nei giorni del Circuito del Savio. Il cavallino è collocato su uno sfondo giallo canarino che ne sottolinea la “modenesità”, figlio dell'estro dell'incisore Eligio Gerosa e subito vincente alla 24 Ore di Spa del 1932. Fondata dal “Drake” il 13 settembre 1939 a Modena in viale Trento e Trieste con il nome originario di Auto Avio Costruzioni, una decina d'anni dopo la scuderia sportiva che utilizzava però vetture Alfa Romeo, la Ferrari è un costruttore di macchine di fascia alta e da competizione nonché il più storico team impegnato in Formula 1, l'unico presente fin dall'edizione 1950 nel Campionato del Mondo.
Il trasferimento a Maranello avvenne nel 1943, anche per minimizzare i rischi di eventuali bombardamenti sulle grandi città della pianura padana, ma l'azienda automobilistica non sfuggì ad attacchi aerei alleati devastanti né nel novembre 1944, né nel febbraio 1945. Prima di assumere la denominazione di Auto Costruzioni Ferrari nel 1957 (cui seguirono SEFAC, cioè Società Esercizio Fabbriche Automobili e Corse SpA il 26 maggio 1960, e Ferrari SpA nel 1965), l'industria emiliana entrò nel vivo della produzione nel 1940 con due soli esemplari della 815 concepita su base meccanica Fiat (8 cilindri, 1.500 cc) per l'ultima Mille Miglia prima della Seconda Guerra Mondiale, affrontata senza troppa fortuna con un imberbe Alberto Ascari e il marchese Lotario Rangoni Machiavelli, per poi produrre altrettante 125S svezzate dal collaudatore ufficiale Franco Cortese nel 1947: quest’ultima fu la prima, vera Ferrari perché, in base a un accordo con l'Alfa Romeo, Enzo non avrebbe potuto usare il proprio cognome per un'automobile sino alla stagione 1942.
domenica 10 gennaio 2016
sabato 6 dicembre 2014
Storie delle "Rosse".
| Mauro Goretti |
Storie delle "Rosse".
Molti Ducatisti, durante le visite al nostro Museo o sfogliando i libri sulla storia della Ducati, ci hanno posto una domanda interessante. Come mai alcune Ducati del passato sfoggiavano un cavallino rampante pressoché identico a quello della Ferrari?
Per un breve periodo, le nostre moto da corsa e una versione stradale di 98 cc. (denominata "Cavallino" in Europa e "Bronco" negli Stati Uniti) hanno avuto sulle fiancate un cavallino identico a quello della Ferrari. Per gli amanti delle vecchie storie sulla Ducati, questo aspetto ha contribuito a identificare le nostre moto come le "Ferrari a due ruote".
Intorno al 1956, l'ingegner Taglioni chiese e ottenne di poter dipingere sulle nostre moto il famoso cavallino. La prima moto con questo simbolo è stata la 125 Trialbero Desmo del 1956, che debuttò e vinse il G.P. di Svezia dello stesso anno. Successivamente altre moto quali la Marianna, alcune versioni della 175 F3.
e la famosissima 250 Bicilindrica di Mike HailwoodTM, sfoggiarono il famoso equino.
Perché Taglioni abbia scelto il cavallino rampante è presto detto: Fabio Taglioni è nato a Lugo di Romagna, un paese distante circa 35 Km da Bologna. Nella stessa città è nato il personaggio italiano più famoso della Prima Guerra Mondiale, il maggiore Francesco Baracca: "l'asso" italiano della Grande Guerra, con 34 vittorie aeree sul Fronte Italiano, che fu ucciso sul Montello il 19 giugno 1918.
Francesco Baracca era un ufficiale di cavalleria; nel 1915, allo scoppio della guerra contro l'Austria Ungheria, decise di prendere il brevetto di pilota di aereo. Quando Baracca raggiunse la sua squadriglia, decise di personalizzare il suo aeroplano dipingendo sulla fusoliera un cavallo nero su una nuvola bianca. Molti storici della 1° Guerra Mondiale ritengono che Baracca dipinse il Cavallino non tanto per ricordare che era un ufficiale di cavalleria, quanto per omaggiare il Corpo di cavalleria alla quale apparteneva, il 2° Piemonte Cavalleria. Infatti, lo stemma di questa unità mostra un cavallino rampante argentato su campo rosso.
Nel 1923, cinque anni dopo la morte di Francesco Baracca, sua madre, la contessa Paolina Biancoli, donò come "portafortuna" il simbolo del figlio a Enzo Ferrari, che proprio nel 1923 corse il Gran Premio di Lugo con la sua scuderia, allora equipaggiata da vetture Alfa Romeo. A quell'epoca Ferrari non possedeva un simbolo per la sua squadra, cosicché adottò il cavallino nero su uno scudo giallo, sormontato da una striscia tricolore. Il colore giallo rappresenta Modena, città natale di Ferrari.
Una curiosità: entrambi i cavallini adottati dalla Ferrari e dalla Ducati hanno la coda rivolta verso l'alto, mentre quello originale di Baracca aveva la coda rivolta verso il basso.
La decisione della Direzione Generale dell'epoca di ritirare per gli alti costi la squadra corse ufficiale e la poca considerazione dell'aspetto storico del simbolo,fecero sparire il Cavallino dalle fiancate delle nostre moto.
Quindi esiste un involontario "trait d'union" tra le "rosse" a due e a quattro ruote, consolidato dalla storia di due mitici personaggi.
http://alexisbardi.jimdo.com/
Leggenda rossa.
| Mauro Goretti |
Leggenda rossa.
Ferrari, Enzo , la leggenda.
L'automobile diventa mito
Enzo Ferrari è stato uno dei più importanti protagonisti della storia automobilistica del Novecento. Il suo nome è legato alla scuderia e alla fabbrica da lui fondate e che rappresentano a tutt'oggi una punta di diamante sia nelle competizioni di Formula 1 sia nell'industria dell'auto, con una produzione di modelli di qualità e prestazioni esclusive
Una vita movimentata
Il primo incontro del giovane Enzo, nato a Modena nel 1898, con il mondo dei motori avviene all'età di dieci anni, quando il padre Alfredo, proprietario di una piccola azienda produttrice di materiale ferroviario, lo porta a Bologna ad assistere a una gara automobilistica. L'impressione che trae da quella competizione gli ispira il desiderio di diventare pilota.
Così, alla fine della Prima guerra mondiale, Enzo riesce a farsi assumere da una piccola fabbrica di automobili, la CMN (Costruzioni meccaniche nazionali), con mansioni che comprendevano, tra l'altro, anche test di guida. Nel 1919 partecipa in Sicilia alla Targa Florio, la più importante gara automobilistica del tempo, arrivando nono. L'anno successivo passa alla ben più nota Alfa Romeo e ha la possibilità di guidare una delle nuove vetture presentate dalla scuderia lombarda proprio alla Targa Florio, conquistando un secondo posto di grande prestigio.
L'invenzione, da parte di Ferrari, del simbolo del cavallino rampante trova origine in un episodio del 1923 quando, in occasione di una gara vinta sul circuito di Ravenna, Enzo incontra la madre del leggendario asso italiano della Prima guerra mondiale Francesco Baracca, la quale, colpita dal coraggio e dall'abilità del giovane pilota, lo invita a utilizzare il simbolo della squadra aerea del figlio, un cavallino rampante su uno scudo giallo.
Da pilota a imprenditore
Dalla carriera di pilota, costellata di svariati successi (tra i quali, nel 1924, la Coppa Acerbo), Enzo Ferrari passa in breve a quella di imprenditore. L'esordio avviene nel 1929, con la fondazione della Scuderia Ferrari come officina specializzata nell'assistenza meccanica e tecnica alle autovetture Alfa Romeo e, contemporaneamente, come gruppo di sportivi dediti all'attività agonistica. La Scuderia partecipa a moltissime gare e il suo nome si afferma rapidamente. Nel 1933, quando l'Alfa Romeo si ritira ufficialmente dalle gare, la sua immagine sportiva viene ereditata dalla Scuderia Ferrari, che fa così il suo ingresso nel mondo delle competizioni. Riesce ben presto ad arruolare i più celebri piloti del tempo, da Giuseppe Campari a René Dreyfus, da Achille Varzi al mitico Tazio Nuvolari, conquistando lusinghieri successi. Nel 1939 Enzo Ferrari imprime una svolta alla propria carriera, fondando a Modena la Auto Avio Costruzioni e cominciando a costruire proprie vetture. Nel 1947 al Gran premio di Roma si registra il primo successo di una Ferrari nella storia dell'automobilismo, e nel 1951 la prima vittoria in Formula 1 al Gran premio di Gran Bretagna.
Intuito e innovazione
Enzo Ferrari riesce a coniugare uno straordinario talento per l'innovazione meccanica con una grande attenzione per il design e l'aerodinamica. Nel 1969, però, di fronte alla difficoltà di sostenere i ritmi di crescita di una produzione sempre più richiesta, Enzo Ferrari deve cedere la quota di maggioranza della sua azienda alla FIAT.
Da allora, sul fronte agonistico, gli sforzi della scuderia con sede a Maranello (Modena) si concentrano nella Formula 1, ottenendo grandi successi. Nel 1988 Ferrari si spegne nella sua Modena, circondato dall'ammirazione di tutti gli Italiani e dell'intero mondo dell'automobile, al quale ha lasciato in eredità un mito senza uguali, ravvivato anche dai trionfi degli anni più recenti.
Ferrari, Enzo , la leggenda.
L'automobile diventa mito
Enzo Ferrari è stato uno dei più importanti protagonisti della storia automobilistica del Novecento. Il suo nome è legato alla scuderia e alla fabbrica da lui fondate e che rappresentano a tutt'oggi una punta di diamante sia nelle competizioni di Formula 1 sia nell'industria dell'auto, con una produzione di modelli di qualità e prestazioni esclusive
Una vita movimentata
Il primo incontro del giovane Enzo, nato a Modena nel 1898, con il mondo dei motori avviene all'età di dieci anni, quando il padre Alfredo, proprietario di una piccola azienda produttrice di materiale ferroviario, lo porta a Bologna ad assistere a una gara automobilistica. L'impressione che trae da quella competizione gli ispira il desiderio di diventare pilota.
Così, alla fine della Prima guerra mondiale, Enzo riesce a farsi assumere da una piccola fabbrica di automobili, la CMN (Costruzioni meccaniche nazionali), con mansioni che comprendevano, tra l'altro, anche test di guida. Nel 1919 partecipa in Sicilia alla Targa Florio, la più importante gara automobilistica del tempo, arrivando nono. L'anno successivo passa alla ben più nota Alfa Romeo e ha la possibilità di guidare una delle nuove vetture presentate dalla scuderia lombarda proprio alla Targa Florio, conquistando un secondo posto di grande prestigio.
L'invenzione, da parte di Ferrari, del simbolo del cavallino rampante trova origine in un episodio del 1923 quando, in occasione di una gara vinta sul circuito di Ravenna, Enzo incontra la madre del leggendario asso italiano della Prima guerra mondiale Francesco Baracca, la quale, colpita dal coraggio e dall'abilità del giovane pilota, lo invita a utilizzare il simbolo della squadra aerea del figlio, un cavallino rampante su uno scudo giallo.
Da pilota a imprenditore
Dalla carriera di pilota, costellata di svariati successi (tra i quali, nel 1924, la Coppa Acerbo), Enzo Ferrari passa in breve a quella di imprenditore. L'esordio avviene nel 1929, con la fondazione della Scuderia Ferrari come officina specializzata nell'assistenza meccanica e tecnica alle autovetture Alfa Romeo e, contemporaneamente, come gruppo di sportivi dediti all'attività agonistica. La Scuderia partecipa a moltissime gare e il suo nome si afferma rapidamente. Nel 1933, quando l'Alfa Romeo si ritira ufficialmente dalle gare, la sua immagine sportiva viene ereditata dalla Scuderia Ferrari, che fa così il suo ingresso nel mondo delle competizioni. Riesce ben presto ad arruolare i più celebri piloti del tempo, da Giuseppe Campari a René Dreyfus, da Achille Varzi al mitico Tazio Nuvolari, conquistando lusinghieri successi. Nel 1939 Enzo Ferrari imprime una svolta alla propria carriera, fondando a Modena la Auto Avio Costruzioni e cominciando a costruire proprie vetture. Nel 1947 al Gran premio di Roma si registra il primo successo di una Ferrari nella storia dell'automobilismo, e nel 1951 la prima vittoria in Formula 1 al Gran premio di Gran Bretagna.
Intuito e innovazione
Enzo Ferrari riesce a coniugare uno straordinario talento per l'innovazione meccanica con una grande attenzione per il design e l'aerodinamica. Nel 1969, però, di fronte alla difficoltà di sostenere i ritmi di crescita di una produzione sempre più richiesta, Enzo Ferrari deve cedere la quota di maggioranza della sua azienda alla FIAT.
Da allora, sul fronte agonistico, gli sforzi della scuderia con sede a Maranello (Modena) si concentrano nella Formula 1, ottenendo grandi successi. Nel 1988 Ferrari si spegne nella sua Modena, circondato dall'ammirazione di tutti gli Italiani e dell'intero mondo dell'automobile, al quale ha lasciato in eredità un mito senza uguali, ravvivato anche dai trionfi degli anni più recenti.
martedì 25 novembre 2014
Un grande appassionato del Cavallino.
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| Mauro Goretti |
Un grande appassionato del Cavallino.
Anno 1950.
Ferrari si presenta alla seconda gara valevole per il Mondiale, il Gran Premio di Monaco, disputato il 21 maggio sul circuito cittadino. I piloti di quell’anno erano Ascari, Villoresi e Sommer, con le monoposto 275 F1 e 340 F1. -
Anno 1951.
E’ l’anno della prima vittoria in Formula 1 della Ferrari, ad opera di Josè Froilan Gonzales, sul circuito di Silverstone. La 375 F1,con motore aspirato, consumava meno delle rivali e poteva così permettersi di effettuare meno soste ai box guadagnando tempo. -
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